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Prodotti tipici
I vini -
Tutta la Romagna gode di una ricca tradizione gastronomica, ma in particolare i racconti dei nonni, che ricordano le numerose osterie una volte presenti lungo le vie del centro, rendono Bagnacavallo famoso per il "buon vino".
Le osterie rappresentavano sia il luogo di svago che punto d'incontro per motivi di lavoro ed erano frequentate da persone appartenenti alle diverse classi sociali.
Da sempre i vini della zona sono stati coltivati, studiati e tagliati per ottenere armonie di profumi e sapori intensi e inconfondibili. Trebbiano, Sangiovese, Albana sono sicuramente i nomi più conosciuti, ma non dobbiamo dimenticare come l'amore per il territorio ha fatto sì che la tradizione contadina abbia conservato vitigni autoctoni di grande valore.
E' così che oggi, nel rispetto della tradizione e nel ricordo di questa "civiltà del bere", si vuol far conoscere questo autentico tesoro accanto ai suoi "cugini" già famosi: Bursôn.
Bursôn, vino dal vitigno Uva Longanesi
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Bagnacavallo zona
di produzione
del vino BURSÔN |
‹Uva Longanesi: Bursôn = Vite: Vino›.
È una equazione perfetta per il territorio di Bagnacavallo, visto che il vino Bursôn ottenuto dalle uve del vitigno Uva Longanesi è diventato il portabandiera dei prodotti tipici della zona.
Il Bursôn rappresenta la sintesi di una terra generosa, della caparbietà dei suoi uomini e della tesaurizzazione della conoscenza e delle tradizioni.
Le prime bottiglie di questo vino uscirono nel 1998 per scommessa e da allora non hanno smesso di ben figurare tra i vini più blasonati dell’enologia italiana, tanto che nel 2005 Luigi Veronelli ha tributato al Bursôn di Bursôn uno di quei “soli” che distribuiva con tanta parsimonia. Così si esprime in una lettera virtuale all’amico Leo Longanesi, bagnacavallese illustre: “Ci salveranno amico mio Leo Longanesi – che sei tra gli Dei – le vecchie zie? Ritengo millanta volte più salvifico questo Ravenna Bursôn di Bursôn etichetta nera 2001, nato nella tua Bagnacavallo dal vitigno autoctono Longanesi chiamato così in onore della famiglia che lo ha scoperto”.
Il vitigno, denominato Uva Longanesi, è una vecchia varietà coltivata su piccole superfici fin dai primi anni ’70 nell’area di Bagnacavallo, dove si era diffusa a partire dall’unica pianta capostipite individuata nel “roccolo” di un fondo di via Boncellino rilevato dalla famiglia Longanesi negli anni ’20. Gli studi condotti da diversi esperti hanno permesso di decretare l’unicità di questo vitigno nel panorama varietale nazionale e di ipotizzare una sua origine, forse da seme, nelle pinete che in tempi remoti non erano così lontane dalle attuali zone di coltivazione.
Gli autori classici latini parlano della coltivazione, nelle aree sostanzialmente paludose retrostanti Ravenna, di viti molto resistenti all’umidità, molto produttive e che venivano ripiantate ogni cinque-sei anni. Considerate le caratteristiche di resistenza alle avversità e di rusticità di Uva Longanesi si può ragionevolmente supporre che nel suo patrimonio genetico ci sia traccia di quelle vecchie viti.
La predominanza del Trebbiano nella pianura ravennate e la predilezione dei consumatori per i vini bianchi fino agli anni ’90 ha tenuto le uve Longanesi circoscritte in superfici limitate, poi con la rivalutazione dei rossi corposi si è deciso di provare a valorizzarle.
Sembrava impossibile, ma con il vitigno giusto anche in pianura si può, non senza difficoltà e perizia, ottenere un vino dalle caratteristiche pregevoli. Per ottenere determinati risultati in bottiglia è stato messo a punto, dal consorzio “Il Bagnacavallo”, un rigoroso disciplinare che regola la produzione dell’uva in campo e del vino in cantina; il rispetto del disciplinare consente ai soci del consorzio di utilizzare il marchio Bursôn.
Il Consiglio direttivo del Consorzio stabilisce di anno in anno la quantità di uva che può essere destinata alla vinificazione e la produzione di uva in campo non può superare i 120 quintali ad ettaro; bisogna pertanto intervenire con il diradamento dei grappoli, che devono risultare anche ben esposti al sole (defogliazione se necessario). Le uve sono raccolte manualmente in cassette e, per la produzione della tipologia “riserva”, parte di esse sono sottoposte ad appassimento in fruttaio. La particolare ricchezza del vino in alcol (12,5-14,5% vol.), polifenoli (3.500-5.000 mg/L, tra cui elevati quantitativi di resveratrolo), ed estratto (30-40 g/L) ne rende necessario l’affinamento in legno. Il vino base si presenta di un bel colore rosso-violaceo intenso, con sentori fiorali (viola), fruttati (bacche rosse con prevalenza di more, prugna), di liquirizia, erbaceo fresco e caramellizzato, che dopo l’affinamento in botti di rovere si arricchiscono di aromi terziari (vaniglia, spezie). Al gusto si riscontrano pienezza, sapidità e una giusta ruvidezza, che con l’affinamento in bottiglia tende ad attenuarsi: è un vino che ha bisogno di tempo e pazienza da parte di tutti per essere apprezzato al meglio.
A seconda delle pratiche messe in atto durante la vinificazione e l’affinamento, si possono ottenere due tipologie di vino Bursôn: “Etichetta blu” ed “Etichetta nera” (riserva).
Miele di Erba Medica -
Questo miele viene raccolto nei mesi di luglio ed agosto nelle campagne bagnacavallesi conservando in sè i profumi tipici delle erbe aromatiche che spontaneamente vi crescono acor oggi. Era nella tradizionepopolare usato nei filtri d'amore.
Oggi si apprezzano di questo miele anche altre qualità: viene infatti consigliato per disturbi di fegato ed é inoltre tonico, diuretico ed utile per le intossicazioni del sangue. E' un energetico naturale ed é quindi indicato per gli sportivi e gli affaticati.
Condimento balsamico bianco -
Il condimento balsamico bianco é prodotto con ingredienti semplici e naturali della tradizione di questo territorio: L'aceto di vino ed il mosto di uve.
L'armonia che nasce dall'unione di questi ingredienti rende il condimento balsamico bianco gradito alle esigenze più raffinate della buona tavola; l'aceto utilizzato é unicamente prodotto con il metodo della fermentazione naturale lenta a truciolo in tini di rovere, ed il mosto d'uva é ottenuto utilizzando le profumate uve bianche di Trebbiano.
Il caratteristico colore bianco ed il gusto agro ben equilibrato creano un condimento particolarmente indicato sulle carni alla brace, bolliti, verdure cotte e crude.
Fiori -
La Cooperativa Rose e Fiori di Bagnacavallo opera, fin dal 1972, nella produzione di fiori recisi e del verde ornamentale, coltivati in serra ed in pieno campo, presso le aziende degli associati.
La produzione più rilevante è costituita dalle rose recise, assortite in venti diverse varietà, che costituiscono ormai una tipicità del territorio di Bagnacavallo, e che viene commercializzata sul territorio nazionale.
Il Cestino di Casa Conti Guidi
Utilizzando i prodotti tipici del Territorio, il Centro di Cultura Rurale ed Enogastronomica Casa Conti Guidi ha realizzato il Cestino dei prodotti tipici della Romagna.
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